Depressione: Cosa fare?

Depressione: Cosa fare?

La depressione è un’esperienza centrale nell’esistenza umana. La psicologia esistenziale vede nell’essere gettati nel mondo la fondamentale matrice della psicopatologia. La vita ha origine da un distacco, da una separazione, dalla perdita dell’ambiente uterino. L’esistenza umana ha origine da questo vissuto di perdita, così che la sofferenza, la tribolazione, il dispiacere, divengono dimensioni esistenziali universali.

Quando esperienze precoci rinforzano l’originario imprinting di dolore influenzando lo stile di vita della persona, si costituisce una struttura depressiva e con l’accumularsi di ulteriori esperienze di carenza affettiva, si rinforza l’imprinting iniziale.

La carenza d’amore da parte di una madre assente e/o insufficiente buona che non ha saputo riconoscere e rispettare il bambino fin da piccolo, imprime nel piccolo una cronica sensazione di inferiorità, con la conseguente convinzione di indegnità che lo porterà nella vita ad accontentarsi di poco, a non far valere le proprie opinioni.

Si costituisce così una personalità fragile, insicura, scarsamente intraprendente, rinunciataria e pessimista, che nella vita svolgerà sempre mansioni di gregario o di spettatore e di fronte a qualsiasi possibilità di successo avrà sempre un comportamento decisamente fallimentare: abbiamo così il bambino che a casa sa bene la lezione, ma a scuola sbaglia il tema, lo studente bravo che crolla agli esami di maturità, l’impiegato che arriva ad un passo dalla poltrona dirigenziale e che si guarda bene dal raggiungerla, ecc.

E’ tipico della persona depressa rimandare a un indefinito futuro la propria realizzazione: da grande farò, comprerò, ecc. ma non si sa mai quando. Talvolta questa impostazione di vita spinge l’individuo ad abbracciare ideali di rinuncia in nome dell’equità sociale, di un partito, di Dio, ecc.

Metodicamente e gradualmente il depresso sviluppa una singolare familiarità con il dolore, con la sofferenza e con la sventura che gli consente una sensibilità e un’identificazione particolare con ogni portatore di afflizione, uomo o animale che sia.

Chi soffre di depressione spesso finisce per perdere il contatto coi propri desideri, fino ad accettare i peggiori compromessi, castranti rinunce, enormi sacrifici, senza rendersi conto di quanto siano in contrasto coi propri desideri. Il depresso si porta dentro un’antica mancanza, un’avidità mai sazia, un incolmabile vuoto d’amore.

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