Sviluppo del potenziale umano

Sviluppo del potenziale umano

Il mio lavoro consiste essenzialmente nell’aiutare le persone a stare bene (o a stare di nuovo bene) e a realizzare i loro sogni sul piano personale, professionale e transpersonale (o spirituale). Parte del lavoro che svolgo in studio, infatti, è associabile al concetto di sviluppo del potenziale umano, che in altre parole significa aiutare le persone a scoprire e valorizzare i talenti in loro presenti.

Nella maggior parte delle terapie che conduco, infatti, il disagio psicologico si intreccia ad una serie di frustrazioni che molto spesso hanno anche a che fare con la sfera lavorativa e della realizzazione personale. Ovviamente ognuno ha una sua personalissima idea su cosa significhi realizzarsi: una donna, per esempio, può realizzarsi con il lavoro, come madre, in entrambe le aree (se le piace avere una vita molto impegnata) o in altre attività.

In genere le persone che si rivolgono a me soffrono di una specie di accartocciamento della personalità intorno a eventi che hanno influito negativamente sul loro slancio vitale. Ostacoli di varia natura impediscono la crescita personale e lo sviluppo delle potenzialità latenti. Persone che hanno finito per adattarsi a quei limiti dando per scontato che la vita sarà quella e niente più.

Dolori, rabbie e paure associati ai tentativi falliti creano piccoli grandi traumi, i quali si accumulano in noi fino a diventare ricordi sgradevoli da evitare, finché diventa naturale evitare di “provarci ancora”. Quando poi, durante il lavoro terapeutico, si accorgono che hanno potuto cambiare qualcosa di significativo in una certa area della loro vita, viene loro naturale applicare le nuove competenze anche sul piano della loro realizzazione come persone.

Il metodo di lavoro che utilizzo in studio, che affonda le sue radici nel metodo psicosintetico fondato da Roberto Assagioli, è un ottimo strumento sia per realizzare l’armonia nella vita privata che per crescere sul piano professionale; e quando ne sperimentano l’enorme potenziale restano colpite.

Iniziano quindi ad utilizzare il loro potere personale e sperimentare l’ebbrezza che si prova quando ci si accorge di poter influenzare gli eventi con modalità precedentemente impensabili, fino a riorganizzare il loro sistema di credenze e a coltivare una nuova fiducia che la vita possa andare almeno un po’ come vogliono loro. Nel farlo corrono il rischio di passare direttamente dall’impotenza all’onnipotenza ed è mia abitudine metterli in guardia fin da subito relativamente a questa possibilità.

Famiglia, scuola e media assai raramente forniscono l’equipaggiamento psicologico necessario ad affrontare le potentissime forze sistemiche e inconsce alle quali tutti noi siamo continuamente sottoposti.

La scuola, specie nelle culture occidentali, è essenzialmente strumento per istruire le masse alla produzione e al consumo, con programmi nozionistico ormai obsoleti. I media vanno a completare lo scempio: invece di educare le persone ad uno stile di vita sano, per aiutarle a crescere veramente felici, promuovono sogni, allucinazioni e condizionamenti su bisogni e desideri artificiali.

Ne consegue che le persone vengono in terapia lamentando ansia, depressione, panico, ecc. e nel mettere mano sul loro sistema di credenze finiscono per riorganizzare anche il modo di interpretare la loro vita.

Questo processo deve avvenire per mezzo della acquisizione di quote di consapevolezza capaci di condurre il soggetto a scegliere autonomamente le sue nuove abitudini e non a subire un nuovo condizionamento.

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