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Cos’è la Psicosintesi?
A cura del dott. Alessandro
Gambugiati
La Psicosintesi è un vasto movimento
di pensiero e applicazioni pratiche fondato agli inizi del secolo scorso da
Roberto Assagioli (1888-1974), attualmente promosso presso Centri,
Istituti, Fondazioni e Associazioni sia in Italia che all’Estero. Questo
movimento promuove il concetto di “sintesi” in tutti i campi, a partire da
quello psicologico.
La Psicosintesi nasce sul tronco
della Psicoanalisi includendola e superandola in una concezione più ampia,
integrando in una sintesi dinamica il meglio della psicologia presente sul
pianeta.
La Psicosintesi – così come la
Psicoanalisi – è stata dapprima utilizzata come un insieme di metodi,
tecniche ed esercizi per la cura dei disturbi psichici e psicosomatici
(psicoterapia). Successivamente ha esteso le sue applicazioni al campo
educativo, dell’autoformazione, dello sviluppo transpersonale e dei
rapporti interpersonali e sociali.
E’ una psicologia integrale, che
cerca di comprendere l’uomo nella totalità delle sue esperienze
esistenziali; è una psicologia “a tre dimensioni” che integra lo studio
della personalità cosciente con quella della psiche inconscia, considerando
l’esperienza umana nel suo insieme.
E’ una psicologia dinamica che
considera l’uomo dotato del Sé, la sua scintilla più nobile, il quale può
essere sperimentato direttamente al di la di qualsiasi astrazione.
Il fine ultimo della Psicosintesi
è promuovere il “conosci, possiedi e trasforma te stesso” (R. Assagioli),
in modo che la persona possa essere messa nella condizione di scegliere (e
costruire) l’assetto psico-fisico più adatto al raggiungimento dei propri
obiettivi.
E’ una psicologia esistenziale che
considera l’essere umano immerso nella molteplicità delle sue esperienze
esistenziali sia interne che esterne, in continua lotta tra la possibilità
di raggiungere l’unità e la sintesi e il rischio di perdersi e dissolversi
nel caos e nel molteplice.
Nell’ottica esistenziale
psicosintetica l’uomo può essere indicato come “un esserci” non come
osservatore astratto e distaccato dalla vita, bensì un soggetto vivente
ancorato alla realtà, una presenza viva e vitale, che sperimenta la vita e
s’immerge concretamente nelle sue esperienze a tutti i livelli (corpo,
sensazioni, ecc.); un esserci dinamico, capace di atteggiamenti e
comportamenti adeguati alle varie situazioni, capace di operare scelte, di
prendere decisioni, di porsi dei progetti e di lavorare alla loro
realizzazione.
Fonte:
Alberto Alberti
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